sabato 26 maggio 2012

Presentazione del 25 Maggio 2012

Ieri pomeriggio, nonostante tutto, c'è stata la presentazione del libro.

Era la mia prima volta all'interno di una libreria, per di più da invitato e non da organizzatore o da co-organizzatore.

L'ambiente era molto bello, in quanto si trattava di una nuova libreria per bambini e adulti, con caffetteria e bar interni. Qualcosa a cui forse voi "cittadini" siete abituati, ma qui da noi è una novità assoluta e molto piacevole.

La chiacchierata è stata divertente, perché ho avuto la fortuna di avere a che fare con un pubblico attento, competente e partecipe.
Il discorso, iniziato parlando del romanzo, è poi virato verso argomenti più profondi, come il sacro fuoco della scrittura, e soprattutto il destino, di come lo subiamo e di come invece lo influenziamo con le nostre scelte.
E' stato un piacere trovare lì l'amico Marco Rosadi che si è offerto di leggere qualche frammento.


Grazie alla libreria Libri Parlanti per la disponibilità e per la bella presentazione organizzata ieri presso il loro negozio. Grazie a tutte le persone che sono intervenute. 
Per chi volesse acquistare il libro, è disponibile anche presso la loro libreria.

Per vedere altre foto di questo evento potete trovarle QUI

lunedì 14 maggio 2012

Presentazione 25 Maggio 2012

Venerdì 25 maggio alle ore 18 presenterò il romanzo presso la libreria Libri Parlanti di Castiglione del Lago. Ecco il link della home con il programma completo: http://www.libriparlanti.org/



Vi aspettiamo numerosi!

lunedì 19 marzo 2012

Piove

Piove.
Piove ancora...
Guardo dalla finestra il cielo plumbeo che scarica le sue lacrime di sangue, che vedo strisciare e rincorrersi lungo il vetro. Lo osservo e mi domando se ce l’abbia con me, se siano per me quelle lacrime. Poi chiudo gli occhi, piego la testa indietro e comincio a viaggiare, cullato dal rumore del temporale.
Un tuono.
Un altro.
Un altro ancora...
Non mi fanno trasalire, non più.
Rimango a occhi chiusi immerso nel mio viaggio fino a che la testa non comincia a girarmi come una giostra impazzita.
Maledetta cervicale! Avessi almeno con me le medicine...
Mi lascio cadere sul divano con la certezza che questa volta mi addormenterò. Mi addormenterò e sognerò un prato fiorito. Io correrò cullato da una leggera brezza, mentre tutto il mondo attorno a me sarà solo un’indistinta nebbia bianca, che avvolgerà ogni cosa in un gelido abbraccio.
Cosa penserà la gente un attimo prima di addormentarsi? Io non me lo ricordo più. Non penso più.
Non dormo più. Non faccio più un sacco di cose, da un sacco di tempo. La mia mente ormai trasmette solo una serie indistinta di immagini senza senso, e una musica, una stupida canzone che non riesco a togliermi dalla testa. Questa volta indugio molto a lungo, ma alla fine capisco che non dormirò neppure stavolta. Vorrei alzarmi, ma il mio corpo oggi sembra pesare una tonnellata. E poi, alzarmi per cosa? Per guardare la maledetta pioggia? Alla fine riesco a mettermi a sedere, ma le tempie iniziano a mandarmi segnali intermittenti di un’altra emicrania in arrivo. Che arrivi allora. La aspetterò qua. Immobile. Sul mio cazzo di divano.
Lo schermo vuoto del televisore riflette beffardo la mia immagine. Antiriflesso diceva il volantino del supermercato. Che andassero affanculo pure loro...
La testa mi scoppierà stavolta, ne sono quasi certo. Ho assolutamente bisogno di bere. Mi alzo a fatica e vado verso il frigo. Apro lo sportello e mi meraviglio di come faccia a stupirmi della luce spenta all’interno. E’ incredibile come certe cose entrino a far parte della tua vita, diventando così radicate che non puoi accettare che non ci siano più.
Uno, due, tre… Ancora tre bottiglie, poi rimarrò senza. Tre non sono molte, soprattutto perché ero convinto di averne ancora quattro. Quando l'ho finita? Non ho mai avuto buona memoria e poi adesso non conta più nulla.
Cosa farò dopo? Ci ho pensato tante volte, senza mai pensarci veramente. Dovrei uscire, ma fuori piove. Piove e io non ho modo di ripararmi. Mi bagnerò, inevitabilmente, anche se non voglio.
Che situazione assurda. Almeno riuscissi a dormire...
Decido che posso stare senza ancora per un po’, così richiudo il frigo.
Guardo la scarna mensola sopra il divano e mi maledico per non aver comprato più libri.
Osservo una copia de La divina Commedia. Aspetta, com'è che faceva? Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita… E poi? Niente, il vuoto. Avessi più memoria... Ma non ce l'ho. O almeno, non così buona da imparare un libro del genere, neppure se lo studiassi per un anno intero. Credo di averla letta... quanto? Dieci volte? O forse sono anche più? Ho perso il conto. Anzi, a essere onesti non l’ho mai tenuto. Mi chiedo a volte se si può perdere qualcosa senza averla mai tenuta... Immagino di sì. Immagino di aver perduto tante cose, a volte senza accorgermi neppure di averlo fatto.
E’ solo un’altra cosa che ho perso… Un’altra canzone, non mi ricordo di chi. Maledetta memoria. Avessi con me le mie penne e i miei post-it... Ma in fondo a cosa servirebbero? A conservare i ricordi? E per chi poi?
Vado di nuovo alla finestra e, tanto per cambiare, vedo ancora la pioggia, che non ha smesso per un istante di cadere. La vista mi tortura il cervello, come le unghie strisciate su una lavagna, ma non riesco a distogliere lo sguardo. L’incessante mormorio è quasi ipnotico. Devo fare qualcosa...
Torno di corsa al frigo e ne afferro una. Una miserabile, schifosissima, bottiglia d'acqua lurida. Io la odio quell'acqua, quel filo esile al quale si aggrappa il mio bastardo istinto di sopravvivenza. Il liquido sparisce in un lampo dentro la mia bocca arida. Il sapore è pessimo e lotto contro l’istinto di vomitare. Ripenso a una scena di quando ero ragazzo: il mio gatto che vomitava i croccantini e poi se li rimangiava. La cosa non mi aiuta. Mi giro e scarico sul pavimento il contenuto della bottiglia n° 3, accompagnato da una buona dose di succhi gastrici. Un filo di sangue colora il bianco della ceramica.
No, non farò come il mio gatto. Mi levo la maglietta sudata e ce la butto sopra. Che se ne vada affanculo.
Dal frigo aperto le due bottiglie superstiti sembrano quasi fissarmi. Due schifosissime bottiglie di schifosissima acqua lurida. Ecco quanto vale adesso la mia vita. Eppure, per quanto possa suonare bizzarro, per qualcuno non è mai valsa tanto.
Il pensiero per un attimo mi fa sorridere. E se quel “qualcuno” avesse ragione? Se avessi veramente sopravvalutato il valore della mia misera esistenza?
Guardo la porta, forse per la milionesima volta da quando è cominciato a piovere, e capisco che è arrivato il momento di arrendersi. Prima o poi doveva succedere. Era inevitabile. Mi avvicino e apro tutte le serrature. Spalanco l’ingresso e una folata, rossa come il sangue del demonio, mi investe in pieno. Sento milioni di spilli roventi conficcarsi nel mio corpo. Incurante di ogni sofferenza, allargo le braccia e comincio a correre, pensando al prato, al profumo dei fiori, alla brezza di un'estate del mondo che fu. Avanzo solo per pochi metri, poi cado a terra. Rimango in ginocchio, travolto dal dolore, ma sono felice. Sono felice mentre la pioggia mi inonda il viso. Mentre mi corrode gli occhi. Mentre mi divora la pelle. Mentre mi consuma i piedi. Mentre mi scava la testa, per liberarmi da ogni pensiero cosciente.
Perché non l’ho fatto prima? Maledetto istinto di sopravvivenza!
Ma ora, se mai l'ha avuta, tutto questo non ha più importanza.
Ora posso dormire...

giovedì 8 marzo 2012

Recensione: New babel


Autrice: Laura Schirru
Titolo: New Babel
Editore: ebookVanilla
Collana: Writer's Dream
N° pagine: 352

Ho terminato questa mattina di leggere New Babel.

Da appassionato di fantascienza e di gialli/thriller, la storia mi ha preso subito.
Mi sono trovato facilmente immerso nel mondo futuristico creato da Laura, grazie al suo stile fluido e scorrevole. E' stato semplice assimilare subito luoghi, situazione e personaggi, così come i termini senza perdermi in spiegoni o lunghe descrizioni, ma spesso vedendo attraverso gli occhi dei personaggi. Non ho avuto difficoltà a immaginarmi le ambientazioni, gli apparati tecnologici, il mondo nella sua complessità. Io l'ho trovato molto evocativo.

Lo stile di Laura è inconfondibile, mi piace un sacco, è una scrittrice con un talento straordinario, che già conoscevo per altre opere. I personaggi, soprattutto i principali, sono ben approfonditi, sia caratterialmente che psicologicamente. Dal punto di vista grammaticale, stilistico, di costruzione e intreccio della trama e dei personaggi, non ho trovato difetti degli di nota.
 E' un romanzo che si legge tutto d'un fiato e non annoia mai, anche quando non ci sono scene d'azione. Ci si cala nella storia talmente bene che mentre leggevo, era come se vedessi la storia scorrere nella mia mente come in un film. A una lettura non troppo pignola, raramente ho pensato a cose o situazioni inverosimili. E la cosa fondamentale in un romanzo del genere è quella di realizzare qualcosa di credibile.
Ma siccome io sono un lettore MOLTO pignolo, e ho già decantato le lodi del romanzo, devo passare mio malgrado alle note “stonate”

Anche io non ho ben capito l'origine, l'evoluzione, la morfologia dei Drod. Manca una vera spiegazione, si fatica ad accettarlo e basta. Una mancanza importante rispetto invece all'origine del Da.Ce. Quest'ultimo non necessita di grandi spiegazioni. La teoria “è successo perché è successo” in un certo senso è alla base dell'evoluzione di ogni specie e della vita stessa, nodo centrale del romanzo.

A livello di “scenario” non mi ha convinto l'eccessiva sovrappopolazione che caratterizza il mondo creato da Laura. Un numero di persone decisamente eccessivo rispetto al pianeta, all'andamento demografico attuale e a quello futuro previsto. Così a occhio dovremmo trovarci in un anno fra il 2400 e il 2500. Troppo poco per il sovrannumero di persone descritte nel romanzo. E soprattutto considerando lo spazio vitale medio, che di certo non predispone alla riproduzione.

A livello puramente “tecnico” si affiancano tecnologie estremamente futuristiche ad altre troppo antiche, come l'utilizzo di vetroresina o luci al neon. Inoltre non mi ha convinto affatto la colonizzazione di Venere. Un terraforming di tale pianeta sarebbe pressoché impossibile e di certo troppo complicato rispetto alla luna o Marte. Non ne ho visto il senso, è la nota più stonata che ho trovato.

Per concludere, nonostante queste piccole cose, nel complesso è un romanzo decisamente godibile, ottimamente scritto, che non dovrebbe mancare nella vostra libreria.
E con questo intendo che non basta leggerlo, è un libro da comprare! 


lunedì 27 febbraio 2012

Booktrailer

Con un po' di ritardo ecco il Booktrailer de Il Fuoco nell'Anima. 


sabato 18 febbraio 2012

E' passato del tempo

Ciao a tutti, rieccomi qui dopo un bel po' di tempo, motivi di salute mi hanno portato a dover mettere da parte la mia passione per la scrittura.
Adesso sono tornato e spero di riuscire ad aggiornare con maggior frequenza.
In questi mesi non ho scritto ma ho letto molto, infatti presto parlerò di queste mie letture anche qui sul blog.
Intanto voglio mostrarvi la bella iniziativa di Massimo Junior D'Auria, sul suo blog da voce ad autori esordienti che hanno pubblicato con Case editrici non a pagamento. 


Io sono il fortunato che ha inaugurato questa sua nuova rubrica, se avete voglia di leggere l'intervista la trovate QUI.


Anche la promozione del libro ha risentito del mio stop forzato ma ho avuto dei lettori che hanno scritto delle recensioni interessanti, se le volete leggere:

martedì 11 ottobre 2011

Cronaca di una presentazione annunciata

Non posso cominciare senza prima ringraziare alcune persone straordinarie che mi hanno permesso di realizzare tutto questo:

Bruna (Mia moglie) che si è occupata di tutto, dal volantinaggio ai rapporti con il comune, dal catering al personale, dalle vendite dei libri agli inviti personali. Si è occupata delle letture dei brani del romanzo. E ovviamente del mio look.
Inoltre, cosa non da poco, è riuscita a non farmi impazzire, tenendo sotto controllo le mie psicosi, senza dovermi (quasi) mai, picchiare. E Michele, che è stato semplicemente straordinario.

Barbara, sorella di Bruna, che stava talmente male da non reggersi in piedi, e nonostante tutto, non è voluta mancare.
Andrea, il suo ragazzo, che si è occupato delle riprese, come un cameraman professionista. E i miei suoceri, che mi hanno aiutato a fare in modo che tutto si svolgesse senza intoppi.

Stefano Olivo, l'agente di polizia mio amico, che ha partecipato durante la presentazione, che si è fatto intervistare, che è stato al mio fianco ed è stato il primo a presentarsi sabato. E che naturalmente presto mi fornirà il video completo dell'evento.

Marco Rosadi, il giornalista che ha condotto l'evento, nonostante stesse anche lui male, e che è stato un brillante intervistatore. E che, nemmeno tre ore dopo l'evento, aveva già pubblicato sul suo quotidiano online, una piccola videointervista.

Prima di cominciare abbiamo concordato una scaletta e le domande, anche se poi, il giornalista, preso dal suo ruolo, mi ha snocciolato tutta una serie di domande non previste per le quali ho dovuto improvvisare.
(tipo la video-intervista) 

L'esposizione è filata liscia, si è parlato in maniera approfondita del romanzo, delle sue tematiche e delle peculiarità, e con il poliziotto è stato affrontato il tema della verosimiglianza Vs. realtà (tema dibattuto anche qui sul Wd) con una interessante partecipazione del pubblico presente.

Alla fine abbiamo brindato, mangiato, venduto libri, firmato dediche e autografi. (qualcuno si è anche portato il libro da casa apposta per questo...)

Per concludere...ecco la brevissima video intervista:





QUI trovate l'articolo pubblicato sul quotidiano Frescodiweb.
A presto con altre foto e con il video della presentazione.
Gianpiero